Comicon, Romics, Lucca Comics: questi sono alcuni dei principali nomi “fieristici” italiani. Ognuno completamente diverso dall’altro. Se non fosse stato per loro però, il fenomeno “Nerd” si sarebbe bloccato sul nascere, ma la perseveranza, la pazienza e il tanto impegno hanno fatto sì che le fiere in Italia diventassero una costante praticamente mensile. Ci tengo solo a ricordare che il Lucca Comics è considerata la prima fiera più importante d’Italia, prima d’Europa e seconda al mondo. Ho detto forse poco?

Nell’ultimo periodo ho partecipato a numerosissime fiere tra cui le già citate Comicon (a Napoli) e il Romics (inutile dirvi dove), oltre a fiere più piccole per ovvie questioni economiche e di spazio. Abito nel foggiano e ve ne citerò solo due: Festival del Nerd (Foggia) e BGeek (Bari). Cari lettori, “Nerd” non è più sinonimo di sfigato, anzi è un termine in continua evoluzione. Le fiere stanno diventando un fenomeno alla portata di tutti.

Conoscere chi ci permette di vivere tutto questo dovrebbe farci capire ancor maggiormente cosa voglia dire essere un Nerd. Dietro ogni autore, dietro ogni artista, per quanto possa essere scontato, c’è una testa pensante che elabora un fumetto, un manga o una storia, in genere mettendoci quanto più ha di proprio. Ci mette la propria esperienza, la propria infanzia, anche i propri problemi, di famiglia e non. Mi tocca dover parlare in prima persona a questo punto e citare una persona fra tutti, Pino Cuozzo, che non solo mi ha strappato un sorriso, ma mi ha fatto capire che tutto quello che sto facendo, cioè scrivere e dire la mia opinione, è la strada giusta per poter andare lontano, fino a realizzare il proprio sogno, che è il mio, ma probabilmente anche il vostro.

Ma torniamo a noi, cos’è che davvero ci affascina di più? Io risponderei in modo molto semplice: tutto. Dall’atmosfera che si respira fino alle nuove amicizie. La passione in comune è solo il più piccolo particolare quando si è inebriati da un’aria di festa così pulita, libera da ogni preoccupazione ed “inquinamento” malsano. Il ritrovarsi a vivere in mezzo alla materializzazione dei propri personaggi preferiti, fatti di plastica o di carne ossa che siano; il poter scambiare punti di vista o incontrare i propri idoli, che siano youtuber o disegnatori, fa si che si crei quell’aura mistica e magica propria di mondi come Disneyland e simili. A tutto ciò si aggiunge la possibilità di acquistare oggettistica di ogni tipo, accessibile il più delle volte solo su internet, con la grandissima differenza che si può toccare con mano la fattura di tale gadget. Per questo il fenomeno fiera si sta allargando, perché c’è gente che paga, che fa aumentare il business, perché c’è gente che ha voglia di divertirsi nel senso più casto del termine.

Piccolo grandissimo appunto sui cosplayer, di cui però ho già parlato in un altro articolo, per tale motivo mi soffermerò solo a dire due cose. Numero uno, gran parte del colore e del calore arriva da e grazie a loro. Seconda cosa la soddisfazione per il cosplayer stesso di vedersi apprezzato ed amato, nel senso più semplice della parola, ma anche per il fan che vede realizzato, in piccolo o grande che sia, ciò che la fantasia di artisti e attori ci ha concesso lontanamente di immaginare. Mi concederò ad un piccolo appunto: quanto cacchio vorrei vedermi camminare affianco un Thanos.

Spazio quindi a tutte le nuove fiere, purché mantengano il fine ultimo e principale al tempo stesso della fiera, senza buttarsi dentro ignoranza e “immondizia” grigia che nulla ha a che fare con questo infinito e coloratissimo universo delle convention.  La rivalsa del Nerd si chiama fiera… ecco perché affascina così tanto.