Se le atmosfere gotiche ed horror sono il vostro pane quotidiano, Escape from Salem è il gioco che fa per voi.
L’intervista di oggi, infatti, è dedicata proprio a Pallas Studios, lo studio di sviluppo che ha creato questa piccola perla!
Senza ulteriore indugio, a loro la parola!

– Abbiamo avuto il piacere di provare la demo di Escape from Salem alla Milan Games Week, ma prima di tutto vogliamo sapere di voi: chi sono i Pallas Studios?
La nostra collaborazione è una di quelle che sembra essere nata dal puro caso: avendo partecipato a un workshop sui videogiochi 2D tenuto da Ivan Venturi all’ImasterArt Torino, siamo stati appaiati in maniera totalmente casuale per lavorare a un progetto di gruppo. Eravamo due grafici e un programmatore (la preponderanza di grafici in una scuola di arti digitali non è, come potete immaginare, qualcosa di sorprendente). Nonostante la circostanza totalmente fortuita del nostro “sodalizio”, sin dai primi momenti di brainstorming abbiamo notato una certa affinità professionale e, incoraggiati dalla scuola e da Ivan stesso, abbiamo concordato che le idee nate durante il workshop valevano la pena di essere sviluppate e che il gruppo che avevamo formato sarebbe potuto durare oltre quell’occasione e avere una sua ufficialità.

– E ora raccontateci un po’ di Escape from Salem!
Fin dal primo prototipo, quando non avevamo ancora idea che ne avremmo tratto un videogioco completo, avevamo ben chiara una cosa: che Escape From Salem non sarebbe stata una storia semplice da studiare e da scrivere, e che per raccontare l’infame caccia alle streghe del 1692 in maniera accurata non avremmo potuto risparmiare gli orrori e le sensazioni provate dai veri protagonisti di quell’evento. Per quanto la nostra riscrittura degli eventi sia in chiave fantastica, le fonti del periodo ci parlano di epoche e di luoghi oscuri, dominati da faide e vecchie rivalità tra famiglie locali. Persino gli storici più informati non sono in grado di dare una spiegazione univoca degli eventi che scossero il Massachusetts durante quel periodo. In questo senso, creare una storia con una netta separazione tra male e bene, tra luce e ombra, sarebbe stato, se non impossibile, quantomeno inaccurato. Nel raccontare i nostri personaggi abbiamo cercato di non dare valenza bianca o nera ai loro caratteri, ma di esaminarne tutte le sfumature di grigio. Morgaine, la nostra protagonista, è una vera strega serva del Signore Oscuro, come lo sono le sue sorelle, e i suoi inseguitori, i Puritani, sono ebbri di fanatismo e superstizione. Come abbiamo cercato di riassumere nella nostra tagline: “Se state cercando un eroe, cercate da un’altra parte!”

– Provando la demo, ci siamo resi conto che l’inglese parlato dai personaggi non è proprio quello recente. Quanto è durata la ricerca che ha portato a rifinire dettagli come questo?
Escape From Salem aspira a ricreare il clima di una piccola colonia puritana nell’America di fine ‘600. Tra i vari aspetti che abbiamo cercato di curare al meglio per ottenere quest’effetto c’era ovviamente il linguaggio. Volevamo fare qualcosa di davvero speciale per quanto riguardava l’Inglese utilizzato dai personaggi: abbiamo passato settimane a esaminare documenti dell’epoca, trascrizioni dei processi, confessioni, diari di Giudici e Pastori, immergendoci in un clima, potete immaginare, saturo di fanatismo e terrore, raccontato dalla penna dei veri protagonisti dei processi di Salem. Per diverso tempo siamo stati indecisi se usare l’Inglese che avevamo riscontrato in questi materiali per tutti i dialoghi, risolvendo infine che, pur avendo un enorme fascino, sarebbe stato un ostacolo alla chiarezza complessiva del gioco e non avrebbe permesso sfumature di senso che solo un linguaggio moderno può offrire. L’abbiamo perciò relegato a documenti e lettere ufficiali che il giocatore avrà occasione di leggere nel corso della storia, preferendo utilizzare un Inglese formale e a tratti arcaico, ma contemporaneo nella sostanza, per le varie interazioni tra i personaggi.

– Quali reazioni vi aspettate dal pubblico? Combaciano con quelle che avete potuto vedere alla Milan Games Week?
Siamo molto grati ed entusiasti dei riscontri positivi e delle critiche costruttive ricevute sia dalla stampa sia dal pubblico all’ultima Milan Games Week. Chiaramente provare un singolo livello, e peraltro uno di quelli iniziali, dovrebbe essere un’esperienza molto diversa dalla totalità del gioco. La sensazione che miriamo a creare è quella di un’esperienza intensa ed immersiva, godibile ma al tempo stesso drammatica, con un finale che lascia l’amaro in bocca. Come già detto abbiamo prestato particolare cura alla ricostruzione di un clima oppressivo ed enigmatico, dominato da una parte dalle arti oscure della stregoneria e dall’altra dal fanatismo puritano dell’epoca: il nostro intento è quello che il giocatore vi entri completamente attraverso l’esperienza di gioco, rimanendone avvolto e catturato.

– Grazie mille per il vostro tempo! Un saluto ai lettori di Team Nerd?
Che il gaming sia con voi!

Ringraziando ancora i ragazzi di Pallas Studios, vi lasciamo con l’invito di visitare la pagina Facebook di Escape from Salem, così che possiate restare sempre aggiornati su tutte le novità!