Quasi un anno fa avevo provato l’esperienza della fiera Modena PLAY 2018. Basta leggere l’articolo apposito per comprendere come mi sia divertito con spensieratezza e libertà.

Quest’anno non mancherà la presenza del Team Nerd. Mi recherò nuovamente tra gli stand, in mezzo ad amanti del gioco da tavola e di ruolo di tutte le età.

Gli organizzatori hanno annunciato che vi sarà un incremento esponenziale delle aree destinate al più importante Festival del Gioco da tavolo italiano, che le giornate di apertura passeranno a tre, da venerdì 5 a domenica 7 aprile, e che il tema scelto per l‟undicesima edizione sarà la “Corsa allo Spazio”“L’edizione 2019, l’undicesima, approfondirà il tema della “Corsa allo Spazio‟ per commemorare in maniera giocosa e sicuramente originale il 50° anniversario dello sbarco sulla Luna e celebrare al tempo stesso la crescita degli spazi nel festival del gioco da tavolo più amato dai giocatori” ha sottolineato Andrea Ligabue, direttore artistico del Festival che lo scorso aprile ha superato quota quarantamila visitatori. “Lo slogan al quale si ispira la manifestazione – Entra, Scegli e Gioca – resta il cardine attorno al quale si è sviluppato Play, ma ogni anno portiamo novità dal grande appeal sia per gli appassionati sia per i curiosi. Un’attenzione speciale sarà dedicata al mondo del gioco tridimensionale, vale a dire le miniature che troverà spazio all’interno di una tensostruttura dedicata. Anche i più piccoli, dopo il successo di Play Kids dell’ultima edizione troveranno spazi ancora più ampi e quindi ricchi di offerte”

Personalmente non vedo l’ora di ammirare le tante novità. Mi permetto altresì di fare una segnalazione molto importante.

Modena PLAY è cultura ludica, intrattenimento ed amore per il gioco puro e semplice. Proprio per questo si celebrano anche le figure che hanno contribuito alla diffusione di questi ideali.

E nello specifico a Stefano Bartezzaghi e Nicla Iacovino è stato assegnato il premio intitolato a Giampaolo Dossena. Ideato da Play e Libera Università del Gioco è un riconoscimento alle personalità che si sono distinte per la promozione e diffusione della cultura ludica.

Un premio nazionale intitolato al giornalista Giampaolo Dossena a dieci anni dalla sua scomparsa come riconoscimento a chi ha fatto del senso del gioco un tratto distintivo e di elevata qualità della propria professione.

L’iniziativa porta la firma di Play-Festival del Gioco e Libera Università del Gioco (LUnGi) ed è un omaggio al grande giornalista che con il suo stile inconfondibile e la sua immensa conoscenza è riuscito per primo in Italia ad affermare il valore culturale della dimensione ludica.

Il Premio alla cultura ludica “Giampaolo Dossena” – che vanta il patrocinio scientifico del Gruppo di Promozione per la Ricerca sul Gioco dell‟Università di Modena e Reggio Emilia e del dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita dell‟Università di Bologna – sarà consegnato venerdì 5 aprile (ore 15 e 30).

La giuria – composta da cinque personalità esperte di gioco, tra cui un rappresentante indicato dalla famiglia Dossena – ha deciso per questa prima edizione di assegnare l‟ambito riconoscimento a Stefano Bartezzaghi (docente di “Teorie della creatività” all’Università IULM, “che con le sue rubriche giornalistiche e le numerose pubblicazioni ha dato continuità all’impegno di Giampaolo Dossena”) e a Nicla Iacovino, sociologa, fondatrice e animatrice dal 2002 al 2014 della rivista „Tangram‟, “un punto di riferimento per i cultori del gioco”.

“Questo riconoscimento non poteva che portare il nome di Giampaolo Dossena, chiunque si occupi di cultura ludica non può non pensare e ringraziare lui – spiega il professore Roberto Farnè, ordinario del Dipartimento Scienze per la qualità della vita all’Università di Bologna e presidente dell‟associazione Liberà Università del Gioco – La straordinarietà di Dossena è stata quella di aver trattato il gioco come un testo su cui esercitare le categorie critiche di analisi, proprio come fa un qualunque scienziato con un suo oggetto di ricerca ed è questo che lo ha reso il più importante filologo del gioco in Italia”. E non poteva che essere Play la platea più adatta per un riconoscimento così importante: “Anche noi giocatori, che facciamo del gioco giocato un elemento imprescindibile della nostra vita, dobbiamo molto a pionieri come Dossena che hanno saputo dare al gioco la dignità di una materia scientifica contribuendo a renderlo un elemento essenziale della cultura del nostro tempo” sottolinea Andrea Ligabue, direttore artistico del Festival che lo scorso aprile ha superato quota 40 mila visitator